Viaggiare senza confini: intervista con Simona Anedda

Oggi intervistiamo Simona Anedda, romana classe 1974 viaggiatrice per passione e vocazione. Nel 2012 le è stata diagnosticata la Sclerosi Multipla.

Alla notizia ha reagito partendo da sola per un viaggio di due mesi in Brasile e da lì non si è più fermata, nonostante il progredire della malattia. La grinta, la capacità di adattamento e il coraggio l’hanno portata a viaggiare in tutto il mondo, dall’India a Londra, passando per l’Islanda, la Florida il Nepal e l’Indonesia.

Arrendersi alla malattia non è un’opzione, viaggiare è il suo personale modo di lottare.

Abbiamo contattato Simona per farci raccontare la sua vita, i suoi viaggi e le sue passioni. Per capire da dove nasce il coraggio di partire per girare il mondo da sola.

La ricetta di Simona è semplice e, sotto certi aspetti, sorprendente. Quando le chiediamo come fa a viaggiare da sola e come affronta gli ostacoli che possono presentarsi durante il percorso, ci risponde semplicemente: “mi faccio aiutare; quando qualcuno si offre di aiutarmi io accetto”. Ovunque sono andata dall’India all’Inghilterra ho trovato persone disponibili, pronte ad offrire il loro aiuto”. Ed è così che scopriamo che in realtà nei paesi meno industrializzati o, come dice Simona, meno “burocratizzati” è più semplice trovare delle soluzioni creative per visitare anche i luoghi meno accessibili.

La capacità di entrare in relazione con gli altri in modo positivo è certamente uno dei segreti di Simona, ma accanto a questo aspetto del suo carattere e del suo modo di essere, un altro elemento irrinunciabile è il suo triride. O meglio le sue gambe, come lei stessa ama definire il suo propulsore per la sedia a rotelle. “La possibilità di spostarmi con un mezzo motorizzato che sia semplice e pratico da trasportare, per me è fondamentale”, ed in effetti guardando al suo blog è impossibile non notare le numerose foto che ritraggono Simona in aereo pronta a partire per nuove mete con il triride che fa bella mostra di se’ nella cappelliera!

Prima di lasciarci chiediamo a Simona quale sia l’aspetto del viaggio che le pone maggiori problemi e anche qui Simona ci sorprende citando un aspetto semplice e pratico che spesso le persone che non si spostano su 2 ruote tendono a non tenere in debita considerazione, ossia la possibilità di trovare bagni accessibili lungo il percorso. Anche qui le chiediamo come affronta il problema e la risposta è quasi scontata: “conto sulla mia capacità di adattamento ed ho un mio kit personale per le emergenze”. Sto cercando, in collaborazione con Kimap di mappare i luoghi accessibili, bagni compresi, che possono essere di aiuto a chi, come me, ha bisogno di servizi specifici quando viaggia in Italia.

 

Simona Anedda, viaggiatrice, prevalentemente in solitaria. Viaggia per passione e per lavoro. Nel 2012 le è stata diagnosticata la sclerosi multipla. Gestisce un blog in cui ci racconta i suoi viaggi dalla sua prospettiva.

Potete seguire Simona sul suo blog http://www.inviaggioconsimona.org/ o su facebook https://www.facebook.com/inviaggioconsimona/.

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Autore: Serena Stefanoni

 

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