Bebe Vio: come nasce una campionessa

Beatrice Vio, soprannominata da tutti Bebe, si appassiona e si avvicina alla scherma nel 2002 a soli 5 anni, giovanissima; nasce, infatti, il 04 marzo 1997 a Venezia.

Nel 2008 accusa per giorni forti cefalee e febbre e per questo viene ricoverata; degente presso la terapia intensiva pediatrica dell’ospedale di Padova con diagnosi di meningite fulminante da meningococco di gruppo C, le sue condizioni si aggravano.

Questa forma di meningite è particolarmente aggressiva e rapida, tanto che Bebe combatte per la propria vita per giorni. Essendo vittima di necrosi ed infezioni diffuse, i medici decidono dapprima di amputarle le gambe (sotto le ginocchia) e successivamente si rese necessaria anche  l’amputazione degli avambracci.

Un percorso lungo e complicato che vede Bebe combattere in ospedale per più di sei mesi, tra chirurgia plastica e rianimazione; questa malattia lascia sul suo corpo evidenti tracce, sono molte infatti le cicatrici che ricoprono il corpo della giovane Vio.

Dopo qualche mese di cure Bebe torna subito alla sua vita: amici, scuola e soprattutto la scherma; nasce così per la giovane ragazza l’esigenza di intraprendere una nuova lotta: la scherma in carrozzina, specializzandosi nel Fioretto (Cat. B), grazie ad una speciale protesi progettata per sostenere il fioretto stesso, e per la famiglia la necessità di dare voce all’integrazione sociale tramite l’attività sportiva di bambini che abbiano subito amputazioni. Nel 2009, infatti, nasce l’associazione ON. L’esordio ufficiale di Bebe come schermidrice paralimpica arriva a Bologna nel maggio 2010 e solo un anno dopo diventa campionessa italiana Under-20 confermando il risultato nei due anni successivi diventando Campionessa Italiana Assoluta.



Nel giugno 2014 agli Europei di Strasburgo si aggiudica l’oro nel fioretto categoria B sia individuale che a squadre e nel settembre dello stesso anno, vince un altro oro ai mondiali di Varsavia Under 17.

Quello stesso anno a conferma dei suoi sforzi e successi le viene consegnato il premio come Italian Paralympic Award dal Comitato Italiano Paralimpico.

Nel 2015 Bebe conquista la medaglia d’oro ai Mondiali di Eger nel fioretto individuale, e nel  2016 conquista il titolo europeo agli Europei di Casale Monferrato.

I risultati più incredibili arrivano proprio quell’anno quando ai XV Giochi Paralimpici di Rio de Janeiro vince la medaglia d’oro della prova individuale contro la cinese Zhou Jingjing per 15-7.


Il 16 settembre 2016 conquista la medaglia di bronzo nella prova a squadre, assieme alle compagne Loredana Trigilia e Andreea Mogos, al termine della finalina vinta per 45-44 contro Hong Kong.LUS Art4sport.

La sua storia è stata raccontato in un documentario presentato per la Giornata Internazionale dei diritti delle Persone con Disabilità, il 3 dicembre che comincia così: «Beatrice ha iniziato scherma in piedi quando aveva 5 anni». Adesso lo fa ancora. Si mette la maschera ed entra nel suo mondo. «La maschera è piccola, ma ci sta dentro tutto. La mi famiglia. I miei amici. La mia squadra. Ti rendi conto che non tiri per te. Tiri per tutti».

Beatrice Vio è tutta in questa frase che dice nel corto, presentato in anteprima a DOC NYC, nella sezione The future is feminine. «Fisicamente sono esile e mi mancano tutti i pezzi. La mia forza è riuscire a non pensare a come sono fisicamente e prendere dal quel poco di fisico che mi è rimasto il massimo».

Autore: Arrigo Andreani

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